Vieni, ti mostro la metà del tuo nome
disse
e prima di sedersi
liberò la nuvola bassa dalle raggiere d’oro
poi bisbigliò da non poterlo udire
un suono eterno
lo stesso che garriva il cuore in petto
- un calabrone ha forma sua – capisci
non si domanda mai perché veste di nero
non occupa altro spazio
vive e vola
muore e non vola più
- lapalissiano – lesse nel pensiero
non era tipo da complimentarsi
sedeva e non sedeva sulla nuvola bassa
diciamo che nemmeno si vedeva
quando mi accorsi che denominava
la sostanza benevola di me
che ne faceva fioriture d’arpa
e questo senza mai cessare il luogo
senza finirsi e senza cominciarsi
oppure viceversa
e quando piansi tutta
da piovere me stessa verso il cielo
fece di me una voceluce
fece di me l’ignoto
così che infine mi potessi amare.











Bellissima! Una visione estatica bellissima!
SEI MAGNIFICA!!!
Buona domenica, ti regalo questa bella musica:http://www.youtube.com/watch?v=guvY8Qbac7E
ciao
car
Car_issima, grazie della bella musica, Einaudi è uno dei miei compositori preferiti.
La magnificenza è in tutti i nostri nomi… siamo e ce ne arricchiamo reciprocamente.
Grazie di esserci.
Cristina, so che capirai e accetterai l’azzardo:
tu somigli alla radio della mia infanzia, per me era uno scrigno di sorprese, bastava mezzo millimetro, e un altro mondo mi parlava, e arrivato a fondo scala, potevo ricominciare. Così che tutto era sempre diverso, nuovo, bello
caro Massimo, che bell’azzardo!
essere paragonata a quella radio che ti faceva sorprendere e scoprire il mondo…
Grazie!
È una poesia bellissima: la nuvola dei misteri e la vista della metà del tuo nome, un colloquio di Cristina con l’ignoto, il cuore che garrisce e l’esultanza, finalmente, di vedersi amabile anche a se stessa. Eccezionale.
un colloquio con l’ignoto… c’è da pensare, cara amica.
e c’è da scoprirsi molto in quella metà del nome che la nostra anima conosce e tenta di comunicarci.
Grazie di cuore!
Vieni, ti mostro la metà del tuo nome
disse
e prima di sedersi
liberò la nuvola bassa dalle raggiere d’oro
poi bisbigliò da non poterlo udire
un suono eterno
lo stesso che garriva il cuore in petto
E per fortuna che ci sei, che ti sento tra la distanza e il silenzio che insieme ci separa e insieme a tutto e tutti ci unisce. Grazie.ferni
“E per fortuna che ci sei, che ti sento tra la distanza e il silenzio che insieme ci separa e insieme a tutto e tutti ci unisce. Grazie.”
l’hai detto anche per me, e meglio di come lo avrei detto io. So che è così.
un abbraccio grande. cri
ti abbraccio anche quando non ti penso. ferni
apparteniamo al Tutto
ecco qui…si racconta come noi siamo sempre in connessione. Baci
grazie, carissima!
averlo sperimentato mi dà grande pace…
un bacio di buona notte
“fece di me l’ignoto / così che infine mi potessi amare”: un’immagine straordinaria per dire il mistero che siamo e che è la poesia.
Ciao Cri
lu, questi versi sono stati scritti da me in un momento di percezione sub-limininale… mi sono arresa alla parola perché ho sentito profondamente che sono la metà apparente di un intero interattivo.
è stata una folgorazione.
Sì, si percepisce che è stato un momento straordinario… come straordinario è ciò che ne è scaturito, nella tua consapevolezza e nella resa poetica.
…alla ricerca dell’altra parte del nome, quella oscura, nascosta…l’ombra che non viena mai toccata dalla morte!
Vestita di fulgida poesia, con armoniche centurie, liberata dalla raggiera della dorata gabbia, ci accompagni al passaggio della Porta, quella che introduce nel regno della luce, dove si puà uccidere una vita senza dare morte e generare senza dare vita…e ci rendiamo finalmente conto che abbiamo visto sempre e solo le cose a metà!
ignoto e noto
irrazionale e razionale
notte e giorno
tenebre e luce…
lungi dall’essere forme separate, sono una cosa sola… non coincidenza ma miscuglio, perchè solo mettendo insieme oscuro e manifesto tutto diventa possibile!
Si esce dal mondo della dualità e molteplicità e si entra nella luce del giorno dell’Essere, una dimensione inesprimibile perchè pensieri e parole appaiono, si svolgono nello spazio e nel tempo…ma il tempo è eternità e tutte le cose si raccolgono in una sola e allora come si può manifestarle?!
Misuriamo così il giro del pensiero e lo chiudiamo completamente senza finirci… senza cominciarci…e in questa misteriosa dimensione riusciamo anche ad amarci…così come siamo…
Nuovi angoli d’infinito, nuovi nidi d’acqua limpida, momenti di stupore, attimi di bellezza e di luce…poesia eccelsa!!!
infatti, carissima Nina, la disgiunzione è solo apparente.
anche quella tra prosa e poesia, tra la vita dei giorni e quella dello spirito, in effetti semplicemente, come il calabrone, “siamo”.
esseri pluridimensionali, capaci di calarsi nella vibrazione materica e altrettanto capaci di essere altrove: pensiero che crea e autocrea.
l’inganno, anche questo apparente, ci fa ritenere di essere separati e di non poter intervenire sulla cosiddetta realtà, ma si tratta solo di un aspetto, dei tanti che la compongono, in cui ci stiamo sperimentando solidi e divisi.
per fortuna la suggestione irresistibile che a volte ci ispira e chiama, ci rende possibile il riconoscimento e l’abbraccio.
grazie!
un sorriso
cri
Grazie a tutti i “mi piace”
splendenti, efficacissime, comunicative immagini… grazie
grazie dell’apprezzamento!
Nomen est omen, dicevano i latini, ma in questa poesia c’è altro e di più; lo stato di coscienza ci rapporta con la bellezza e con il dolore, ” la sostanza benevola di me / che ne faceva fioriture d’arpa”, dopo però, la perdita del nome, della coscienza.
Grazie, Cristina.
Narda
Grazie a te, cara Narda.
lo stato di coscienza ci accomuna in quell’”altro e di più”…
Perdersi infine nella poesia, che sembra trasportare in luoghi di luminosità dove tutto appare più chiaro, dove la commozione a volte fa luccicare gli occhi.
un abbraccio
cri
bella e dolce e poi … dentro di te, ma non troppo in fondo, c’è una luce che vuoi reprimere e che, ogni tanto, spacca tutto e viene fuori con grazia e potenza insieme, e quella luce è la metà del tuo nome …
cara Blumy, dici bene, ogni tanto bisogna che tutto quello che ci nasce dentro, incontenibile, straripi almeno nelle parole.
Mi piace molto : ” quella luce è la metà del tuo nome”… lo è per tutti , abbiamo tutti i piedi sulla terra e la testa nel cielo.
ciao
cara Cristina, ti invito a leggere cosa si scrive dalle mie parti
mammamia, cara Margaret! che lavoro immenso hai fatto nel tuo nuovo bellissimo blog!
Grazie infinite dei numerosi inserimenti di mie poesie.
e grazie dei tanti straordinari poeti di cui offri le opere.
Un grandissimo impegno di chi ama ogni voce, ogni parola, ogni forma d’arte!
SPLENDIDA DAVVERO!
Gio
grazie, Gio
è inutile, sei sempre la più brava – forse dovrei dire ispirata, non so, ma si capisce
baci
non so cosa sia la mia poesia.
ma so da quale forza è “assistita”
baci