da M.A.M.

Sprazzi di Cristina Bove

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Orto_grafie

luminosita 1 -by criBo

cortili in giorni d’afa
si sta seduti sulle proprie gambe
a palpebre socchiuse
cancelli minimali su chi passa

il giardiniere ha seminato zeri
per coltivare piante immaginarie
e spazi vuoti

bottiglie sotterrate a testa in giù
germineranno navi sottovetro
alberi nel sartiame sul mare del comò

tra cocci di pensieri
la sedia arroventata
è una zattera a strisce orizzontali
incagliata tra i panni stesi al sole

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1961 – epilogo d’estate

balcone- by criBo

E vivo al posto suo
da quella notte del trentuno agosto
che lei precipitò dalla ringhiera
e poi si addormentò sul marciapiede
io me ne andai
lasciandola sul posto__ e venni al mondo
pagandomi l’accesso dal balcone

Però le ho sempre raccontato tutto
e lei non ha mai smesso di volare
__non si ricorda d’essere atterrata__
: sogna di me piombata sull’asfalto
sagoma disegnata con il gesso
e nel suo sogno lei si crede viva
ed io nel mio fingo d’essere morta

diventeremo una
quando saremo entrambe risvegliate
e con un solo battito di ali
riprenderemo il viaggio di ritorno

 

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Universo versi

grazie alla carissima Paola Cingolani
per la maestria con cui conduce Storify e per la visibilità che dà ai miei testi.

qui

 

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Telomerasi

 

telomerasi - -by criBo

vagabondi fuori dalle gimcane
o dentro_____ fate voi
ché tanto nulla cambia
moltiplicarsi infine era un dettaglio
divino o un diktat
anche su questo fate voi

l’arca non ci stupiva più di tanto
eravamo zavorra da padroni
dentro c’erano tutti gli animali
noi restavamo appesi alle fiancate

razza di marinai da terraferma
vivipari da sbarco_____o da sballo
cellule in soprannumero si possono
definire tumori
infondati
o

per questo ad ogni replica
ci accorceranno i mitocondri
un braccio che si abbrevia e si fa morte
emmenomale!
vivere da immortali
tra eterni inquisitori
orrore orrore

benedetta sia quindi la cesura
e buonanotte al secchio
e ai clonatori.

24 agosto 2011

                          

                               

 

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da M.A.M.

Sul margine di Cristina Bove

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Ohm

senza paradiso - by crBo

l’edera ha un suono tra le foglie
un suono che s’inerpica sui muri
e sul terrazzo d’improvviso appare
una donna scolpita in lapislazzuli
il blu trafitto da scintille d’oro
come fosse intagliata nella notte

ha uno sguardo che luccica
dice che sente sempre quella musica
_danze polovesiane_
e ride con la bocca falceluna
ride di me fantasma stralunata

e come può la pietra essere viva
farsi leggera nuvola?
Evoca un sogno ch’era la mia vita
_non so come lo so_
sono quell’elfo e me, siamo chi pensa
e chi è pensato

la musica è il segreto matematico
che genera dall’atomo al pensiero
il verbo_ dio
che ci pronuncia in ogni nostra forma
e in ogni fantasia dell’universo

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Epistolario minimo

origami casa - by criBo

Scrive
degli anni scivolati come pioggia sui vetri
senza lasciare traccia d’un vissuto
per quanto intermittente
_lei ci metteva il cuore_
ma non rivelerà niente che lui non sappia
come non saprà mai quanto sia valso
assecondare impulsi d’un momento.

Si può passare dal taciuto dire
al fragoroso vuoto del presente.
In fondo, poi, che si sappia e si dica
non è così importante, e quindi lei
nessun indizio lascerà
di questa storia ch’è soltanto sua.
Il vecchio attore ripeterà la scena tante volte
con la solita cera e il riso in tasca.

Lettere come questa
si scrivono ch’è prossimo il traguardo
da chi s’accinge a scendere dal treno
a chi prosegue il viaggio
_lui non s’affaccerà dal finestrino
nemmeno a farle un cenno di saluto_
lei si allontanerà da ombre e luci
se ne starà quieta a progettare
un volo senza scalo      per lontane galassie

 

 

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adesso

allora

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Disposte in cieli bassi

da M.A.M.

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