I corpi non s’incontrano al bar

Se potesse fermarsi ad aspettare
per riprendere a vivere più tardi
saprebbe collocarsi nel momento
che se ne sta in disparte

un lume associa le fotografie
leviga visi d’ombra
_si può vivere d’arte e d’altra vita_
quella che non sarebbe appartenuta
a questi dislivelli orfani al tocco

potrebbe scoppiettare d’arzigogoli
però sempre con garbo culturale
scoprirsi tronco ricoperto d’edera
stormire appena al fiato

febbraio 2013 

 

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due anni fa

Nostralgia

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Es_calation

bandiera di Walter

disegno di Walter Piretti

Temere di temere e tuttavia
osare dove
non si sarebbe mai potuto immaginare
rischiare di smarrirsi per trovarsi
e infine
ridere di sé stessi
appollaiati sulla propria vita
come gli scalatori in cima all’Es

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Dagli antefatti all’ora ics

effetti azzurri by CriBo

un riassuntivo scritto
segnatempo di favole imbandite
_alla destra del padre un figlio solo_
alla sinistra tutti gli innocenti
caduti sopra i campi di battaglia
dell’amore romantico
malati di viole e gigli rossi
infettati dal virus della felicità
_un espediente per tenerci buoni_
morti morenti e morituri
l’epidemia dilaga e non c’è scampo
la vita esige il suo tributo

siamo tutti perdenti
sotto la falce che recide i giorni
e condannati a vivere di sogni
ad inventarci musici e poeti
per non finire come bruti
o miserandi numi senza olimpo

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Concatenazione

Sorgente: Concatenazione

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In memoria di una diciottenne suicida

Sorgente: In memoria di una diciottenne suicida

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Incompiuta

verso una nuova era - by criBo

i contorni
prima d’essere limiti sono cavità madri
poi diventano moire e ci espellono
nel frattempo ci siamo fatti un io palliativo
____________ quiddità variabile
estroflesso inizio di virgola
protratto per questioni di tempo
menti adeguate agli orologi
erano meridiane all’inizio e gli gnomoni
facevano la loro significante ombra
___________in assenza di sole si moriva
a sollevare il mondo basterebbe una leva
a seppellirlo una puleggia rotta
_____________ ecco lo temo
il logorio di cinghia, il flettersi di brane
in questo spazio di rimandi e chiose
assistiti soltanto dal pensiero
a volte no

ottobre 2011

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La notte ha il fiato corto

luogo -by criBo

 

dice:
qualcuno si è seduto sul mio letto
un tocco gelido
dalle sue mani alle mie mani
respirava il mio sonno
aggiunge: sarà questione temporale

_il repentino pianto mi sconfigge_
lui non ha più le forze
per contrastare il freddo
anche l’amore gli è di troppo
se ne sta nel suo bozzolo ovattato
tornato un po’ bambino

avrei da dirgli tante cose ancora
ma ormai ci sente poco
e non posso gridare ad alta voce
ciò che andrebbe soltanto sussurrato.
A gesti gli domando se ha paura
no, mi assicura, ed io
_che non ho il suo coraggio_   mi rifiuto
alla cattiva sorte
non voglio rimboccare le coperte
all’ospite in attesa sulla porta

ma non c’è via di fuga
e mi distraggo
facendo finta che va tutto bene
come nei film americani

 

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I pesci combattenti

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Buttarli via con l’acqua della boccia
con poetico garbo
giusto per terminare il ciclo delle
guerre nella casa di vetro
a colpi di pinnate contrapposte
con buoni pasti e posti per la claque

abboccano alle mezze verità
_l’intera è degli eroi del lunedì_
e le livree policrome sbiadiscono
alle maree dei capoversi
nella moria di verbi inabissati

ma ritornano a galla
resuscitati dalle proprie spoglie
annunciano profeti di battaglie
portati a riva da barche di carta

 

 

 

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ES_presso SÉ

punto e parabola -  by criBo

microscopico
al centro della pietra
un seme di matrioska
l’io che non sa _ma sa_ che tutto intorno
esiste per finire

l‘io generato al buio dell’innocenza
che concepisce il bene e il male
e s’arrovella sulla cose instabili
per inventarsi luoghi d’oltreluce
mentre gli dei spietati
dai cieli delle ipotesi
partoriscono guizzi di fotoni
ignari della luce
terribili e grandiosi
vivi nella fulminea apparizione
e subito eclissati

 

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