Topografie

stalattiti - by criBo

segnali di pianure, zone fluviali, invasi
d’origine vulcanica, vette mai conquistate
e vie di mare
sono i tatuaggi che mi fanno viva
tra i punti cardinali d’una tavola

il tempo invece reclama versamenti
pagabili a scadenza
con incessante lavorio di scavo
per riportare in superficie erosioni somatiche
cicatrici-madrepore sbiancate da salsedine

gli occhi asciutti
inquadrano le immagini sfocate
d’una carta d’atlante
_visioni capovolte da retina a cervello_
d’isole apparse e subito sparite
visibili quel tanto che bastò
per le didascalie di circostanza

 

 

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Un sogno

verso una nuova era - by criBo

Sto per essere sfrattata da una casa (che avrei dovuto lasciare già da tempo) dal proprietario che ne reclama la restituzione; gli chiedo una proroga, perché non sono ancora riuscita a trovarne un’altra.
Con me c’è una bella donna bionda, una ex inquilina, mi pare di ricordare, che mi incoraggia a lasciare l’appartamento, comunque, perché sarà impossibile trovare una nuova casa nei dintorni.
Le chiedo dove abita adesso, mi risponde di aver traslocato da poco in un’altra bellissima, ariosa e soleggiata, purtroppo molto distante.
So che devo andarmene, e spero di trovare anch’io una buona sistemazione.
Pensando alle cose che vorrei portare con me, mi guardo intorno, ma la stanza da cui sto uscendo è completamente vuota, mentre una nebbia luminosa avanza occupandola.
Il proprietario cerca di spiegarmi che non dipende da lui se non posso più restare, dice che le case quando cominciano a riempirsi di questa nebbia finiscono per sparire, e che se volevo restare nei paraggi, avrei dovuto arrangiarmi per strada.
Si rende conto di quanto sono preoccupata e mi dà un sacco a pelo, di un tessuto lucido e leggero, quasi un velo, blu cobalto. Visibilmente perplessa sto per andare via, quando lui aggiunge: ti riparerà a sufficienza e durerà il tempo necessario.
Mi sdraio per entrarci e, così come sono avvolta, mi rimetto in piedi, e mi allontano sentendomi ben protetta.

 

 

 

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E

scala e faville - by criBo

affiori giornalmente
come una luna a mezzogiorno
scrivo di ciò perché tacere è peggio
che accendere una lampada
votiva al di là dei graniti
intensa che mi sfuoca il centro e vengo mossa
fotografia d’una romanza
hai voglia a dire delle ridondanze
ché a nessuno ritorna la battuta
_faccio suonare un dvd di contrappunti cerebrali_
con sottofondo di Chopin
siedo nel blu di un’invenzione
e ti ci porto

mi parlavi degli anni e di dimore
ti chiedevi il perché si perda terra
mentre ancora si usano le scarpe
ti rispondevo che per me non c’era
un suolo da percorrere
e ridevi: tu vivi tra le nuvole – dicevi
e porti pioggia

sapevo bene a quale forma d’acqua
ti riferissi, e quasi mi pentivo
d’esistere un dolore _di quelli che perdurano
e che niente e nessuno potrà mai cancellare

ma adesso sai, che se la mente va per fatti suoi
tu resti  _anche se hai preso il volo_
perché ti ho messa fuori da cornici
e t’intravedo
in piccole, improvvise, luci

 

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Inconsistenza a prova di finestra

mistero gaudì_oso  - by criBo

 

un calendario senza date
_un orologio pendulo_
in forma di pozzanghera
Dalì sul davanzale, in sospensione.
Nel dormiveglia una carezza lieve
increspa l’aria
un soffio proveniente dall’altrove

un sogno speculare
inizia dove l‘altro va a finire
e in mancanza di luogo
non ha più senso il dove

 

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ero nel mio silenzio abituale

Cristina e Lucia

dopo aver conquistato lustri in libertà di sangue e cartellini cifre da disavanzi avanzi da ricucinare in maniera proponibile ho risparmiato inesorabilmente il fiato di accensioni ho dato fo…

Sorgente: ero nel mio silenzio abituale

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Chi è di scena

teatro - by criBo

 

Il balcone fiorito è una menzogna quotidiana
serve a coprire il niente di una botola
senza la scala d’obbligo o l‘uscita
di sicurezza
il davanzale è un trampolino verso
l‘aria che tira
oltre c’è il buio _l’assenza d’ogni consapevolezza_

ecco il perché di carnevali e feste del patrono

servisse eliminare quelli secchi
per rischiarare il vaso di pandora
falcidiarne petali
e fare posto a concretezze di terra
_sarei l’uomo-che-ride: rasoiata alla bocca_
giullare fatto apposta
diabolico e divino
nell’ignoranza di se stesso

anche la strada che fa notte presto
senza salvacondotti, o meglio, senza
dati anagrafici
uomo che sa l’inanità del nome e che
s’annaffia ogni mattina _il vizio e l’abitudine_
per non svestirsi delle foglie
pur sapendole gracili e caduche

se non sono tempeste a denudare

questo momento non finisce mai
: l’eternità della sapienza è inganno
la derisione dei giardini
l’eden di colpe mai testimoniate, e io
non ho più voglia di sapere chi
sono o non sono
_uomo-che-piange di risata inferta_
nel silenzio di dio

 

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Di nuce riflessa

guardando cassiopea

negli occhi di uno specchio
abitatori di cornici vuote
più che altro fantasmi
senza passioni da trasmettere

smetteremo di scrivere poesie
di ricorrenze stagionali
di cinguettii che ci hanno già tediato
di brutto
__e non si può trascrivere il sospetto
che tutto sia fallace
e tutto vada verso il grigio della
cenere in urna o
sparsa

non scriverò di quante volte vado
evado
cado
ché sono stufa di tutti
i progetti e le azioni a lei (me) connesse

questi non sono versi
forse nemmeno frasi
soltanto interruzioni di traghetto

ferma nel male calmo  _un déja-vu_
come una pietra al collo

 

 

 

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Legenda

il ponte - by criBo

 

Nel duplice idioma
_la traduzione in differita_
iI ponte tra le rive di vocaboli
separa il sì dal no
nel mezzo il fiume
tra ciò che resta immobile
e ciò ch’è irraggiungibile

dal frontespizio alla parola fine
ci si ritrova a leggere di sé
su fogli d’acqua
_il marmo non fa storia_
l’eternità è soltanto una parola
vale meno d’un verso di civetta
in lingua universale

 

 

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Irreperibilità

fly - by criBo

 

Disgiungere gli effetti dalle cause
sperimentare dissolvenze alchemiche
_licenze di volatili_ nei fumi di metallo
l’anima non ha gesti e non fa ombra

chiedere ai passi dove c’è l’intoppo
alle omissioni il senso del non detto
al letto il dono dell’eutanasia
e uscire dalle case disattese
testimoniando d’essere vissuti
_impropria mente_
per scantonare in tempo dalle rampe

e riposare sotto gli zerbini
particelle di polvere
incluso un DNA da sospettare
_privato del soggetto_

starsene senza riferirsi al dunque
senza motivazioni da inferire
essere l’invisibile dis_tratto
da tutte le diaspore
da tutto quanto nomina e contiene
stanarsi da universi microscopici
e riapparire quando ogni figura
ha smesso di fare ombra
e può ridisegnarsi in altra luce

 

 

 

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Nella pluralità d’interazioni

intersezioni ciano - by criBo

 

sapersi insieme
nella forma umana
equidistanti e ricorrenti
_in apparenza sensi, abbracci, voci_
nel ciclo d’ogni giorno ed esistenza

avvincono espressioni materiali
l’ammiccare degli occhi, una risata
il tu per tu dei corpi
nell’avvicendamento della mente
_la fantasia di realtà asintotiche _
in singolarità specchiate

corpo e mente
la bellezza è sapersi raccontare
nell’invenzione d’altri mondi
_elfi e morgane_
nel rottamare tutti gli orologi
confortare le rette parallele
del non poter convergere

e tuttavia sperare nel miracolo

 

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