Archivi tag: morte

Questa la metto qui

per non dare nell’occhio perché parlo di morte e carnevale della bellezza della vita andata di come la vecchiaia sia una schifezza _questa parola allappa i benscriventi_ io me ne infischio e penso ai casi miei d’altronde chi può mettersi … Continua a leggere

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L’equivoco del bello e del possibile

  Prendiamoci la folgore e il boato andiamo dove il senno si è perduto dov’è rimasta la follia dei sogni __vascelli in altocielo navigare partendo da balconi__ il tempo degli umani in cifre nuvole battuto dalle piogge siderali lo sfolgorio … Continua a leggere

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La mietitrice affetta da clemenza senile

    Ha perso la sua falce nei dintorni di casa mia, qualunque fosse ne ha perdute a decine penso che m’abbia presa a benvolere se continua a tenere le distanze dagli annessi e connessi _le azioni di routine, casse … Continua a leggere

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Distanze non omologabili

  Penso vicino e tutto s’allontana e si fa sera sulle tazze sporche lasciate nell’avello era lavello _la mente va di suo puntualizzando frasi impronunciate con quelle adatte al luogo ed al bon ton_ tanto è lo stesso la morte … Continua a leggere

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Nota barocca

Volevo scrivere qualcosa di felice che non avesse il timbro di giorni opachi il verso arrotondato divino Bach concertatore d’aria mi sbalordisce in fuga sotto il piumino d’oca un po’mi sento ladra d’altri voli nel cavo delle cose inadeguate fuori … Continua a leggere

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Idrofania

  Moli e ponti stazioni pensiline strade selciati marciapiedi gatti e tetti distese di papaveri e giunchiglie i profili dei corpi hanno tendenza a sgretolarsi. L’apparenza non porta storie vere e nemmeno la morte è convincente __scriversi nome e data … Continua a leggere

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A divinis

  Dovrebbe raccontare di lembi trattenuti a un cornicione o chapiteau di circo senza rete se solo avesse appreso d’essere in mille e più, a cadere. Avvitandosi appare e poi scompare il dicitore amabile esibisce numeri d’altra luce a volte … Continua a leggere

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Causa pranzo

sulla montagna l’ufficio chiude a mezzodì mancano pesci e pane moltiplicarli è impresa da titani _ a timbrare la fame non ci sono profeti agli sportelli _ le direttive sono impopolari: la morte è irrilevante se la benedizione del pastore … Continua a leggere

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Tra parasoli, lapidi e fisica quantistica

con una certa nonchalance _un cenno rimediato da giorni in dotazione Kronos ci fu magnanimo e solerte aggettivando si potrebbe dire cosa sicuramente più appropriata : ardeva il fuoco i corpi in avanzato stato di contraffazione oltre la cenere ci … Continua a leggere

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Serra di sera

  ho scritto ancora e non mi rende la certezza della fine c’è bellezza nel sale la cruna da cui passano cammelli lo scuotere di sassi in un barattolo _tossire della ghiaia dicendo impronte _ sembra un nonsense biancore d’anni … Continua a leggere

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Telomerasi

  vagabondi fuori dalle gimcane o dentro_____ fate voi ché tanto nulla cambia moltiplicarsi infine era un dettaglio divino o un diktat anche su questo fate voi l’arca non ci stupiva più di tanto eravamo zavorra da padroni dentro c’erano … Continua a leggere

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Singolarità temporali

gli orchestratori delle vie fluviali eseguono tempeste di sconcerto canoni inversi in rifrazioni d’acqua e non si può parlare ci si muore sapendosi indifesi per stanchezza chi si è rinchiuso dentro il corpo fantasma di se stesso (dei suoi mali … Continua a leggere

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Riflessioni di una mente appollaiata su un ramo pericolante

Scrittori e poeti veicolano attraverso la parola gli aspetti dell’esistenza, registrano eventi e stati emozionali, elaborandoli in maniera personale, tuttavia universalmente riconoscibili. La cognizione della realtà è la risultanza di schemi culturali che conformano le contestualità in una distorsione rappresentativa … Continua a leggere

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i miei figli

 Di una realtà ignota e sconfinata in cui si manifesta l’universo, dalle stelle remote alla natura di questo nostro pianeta, trasmettere la vita ad altri esseri umani è l’evento che trasforma il corpo di una donna in atanor, artefice dell’alchimia … Continua a leggere

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Luogo a recedere

    terre disabitate  _sembrano_ trafitte dalle cose maledette ogni paese ha mezzelune e croci profilate nei cieli angusti varchi tra minareti e cupole: a quel dio dal bellicoso cuore,  immagine degli uomini che hanno perduto il senno _e sono morti tutti gli ippogrifi_ … Continua a leggere

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Finisce tutto, compreso il disamore

  Si bussava alle porte nate prima dai fiori e poi dai legni _le targhe senza nome_ una sorella in fuga dalla vita un’altra dalla morte. Fuori sincrono. Cose da niente nel sapersi estinguere già prima d’apparire voce da perdonare … Continua a leggere

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Filastrocca un po’ tocca

                              ritrovarsi senza fiato dentro il bus sovraffollato tra la gente che ti pressa e ti schiaccia nella ressa mentre pensi che alla fine stanno meglio le sardine si ritorna pensierose verso case faticose verso mille occupazioni di routine e … Continua a leggere

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Memorie d’universo e di meringhe

genetiche a spirali un filo svolto si diventa virgole affamate di vita a lieto fne nome e cognome please si documenta per ogni convenzione ed attinenza tipo ricette ad hoc per fare l’uomo vitruviano o l’uovo _quel poco che si … Continua a leggere

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Essere quasi pesci

“Ogni persona è un  genio.  Ma, se giudichi un pesce dalla sua capacità di scalare un albero, passerà tutta la sua vita pensando di essere stupido”. (A.Einstein)   Il  Nulla… il non-sperimentabile, l’inesistente, l’ inconcepibile paradosso infinito. E già definire … Continua a leggere

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Mea culpa

tra le onde anche i miei versi Dalla prefazione di Erri de Luca: “…i versi di questa raccolta somigliano a onde, stanno in una corrente che accompagna. Mettersi è il verbo di chi deve andare allo sbaraglio di un’emigrazione: mettersi … Continua a leggere

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