Archivi categoria: poesie dell’abbandono

Le vecchie madri nei giorni della merla

  Finita la più parte d’esistenza si svegliano dal coma delle favole e se ne stanno in bilico sul ramo ad imbeccare il vento che lo spezza e tuttavia resistono nei giorni del non detto quando parole e gesti sono … Continua a leggere

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La donna invisibile

                                 Di lei che va sparendo attrice senza fama e senza gloria d’un film di soli titoli di coda una platea di franchi pensatori dimentica le scene entusiasmanti e annota solamente le carenze niente delle fatiche niente di tutti i … Continua a leggere

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  Passato il dì di festa, capre e cavoli

                                            Capisco solo adesso il nesso tra l’agnello e la verdura in sincrasia sopra la casapanca: un’esse sola fa nesso e mescolanza contenitore e stanza, delle feste rimane l’insalata di rinforzo.                                     A Spaccanapoli c’era una volta una bambina che … Continua a leggere

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Consuntivi

                               dal passato recente al prossimo futuro lancette che dispongono nell’aria una folata di malinconia — nessuno danza —                               non basta una nottata a capovolgere un’esistenza di fatica _sembra sia stato vano sopravvivere amare, confidare, rinunciare scrivere la mia … Continua a leggere

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Scherzavo

e andavo ripetendo che i malanni non sarebbero stati sufficienti a farmi fuori e che dovranno farlo a cannonate per abbattermi ma non era da prendermi sul serio potrà bastare un fulmine gentile : ho le pareti fragili

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Gatti non fummo a stare in una scatola

monumenti eroi fusi nel bronzo angeli tratti a forza dalla pietra figure a guardia della notte per contrastare la dimenticanza l’umana inconsistenza niente è stabile il mondo cambia mentre lo si guarda e nella dissolvenza gli osservatori sono gli osservati … Continua a leggere

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Da chissà quale distanza

da un verso che si avvinghia sulla carta parole come artigli irrompono in risvolti metafisici _servissero ad un’aquilapoesia!_ e le tragedie i lutti il farsi vecchi lo stare tra la fossa ed il veglione col solito ottimista che proclama “andrà … Continua a leggere

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Strategie dell’esilio

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Giungere a foce

finito il progettare la mano è un fiore di falangipetali appassita _nemmeno un’ape vagabonda vi s’incaglia_ dal sovrastante scaturire il fiume trascina le parole come giunchi nell’inchino dei salici piangenti otre le rapide figli di guardia alle golene fanno da … Continua a leggere

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A fine partita

  giunge il momento dell’arroccoe il re della casella mattasovrano d’un centimetro quadratoè nell’abbiocco. La regina esiliatasta nell’esiguità dei panoramigli occhi hanno smesso di verificareamori e spazi.Sta di guardia alla nebbia: che non invada tutta la scacchierauna regina smessauna testa … Continua a leggere

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Allontanarsi dalle zone d’ombra

                                                                                    dovrei distogliere lo sguardo da quella stupida figura che si sta fingendo vecchia bannarla dagli specchi                                                       dovrei sottrarla all’invasione dei perché alle palpitazioni fuori sincrono ai pensieri che oscillano tra fendenti di luce e ciò che capita … Continua a leggere

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Assenza di frecce direzionali

                                   non servono maniglie alla porta sul varco del respiro né cartelli l’attraversano ipotesi di soglia _nulla è certo per nuvole e fantasmi_ ma se da un luogo rarefatto ignoto ci guardano benevoli noi prigionieri della gravità che scriviamo l’amore … Continua a leggere

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Dalle rive della vita

  il cielo è uno scenario multiforme un tempo senza date una casa di nuvole e di stelle di tutti che ci amarono ed amammo sotto la volta a perdita di vista orfani tutti: genitori e figli travolti dal dolore … Continua a leggere

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Tragipartenopeità

Mi scava nel profondo zone vive elabora ogni forma di vissuto mi pervade è lì che sembra morta e invece uccide un io dimesso e stanco che cerca appigli senza conseguenze ma queste hanno il sentore della fine _da sottacere … Continua a leggere

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Periferie da eludere e immanenze

Girare al largo dalle muraglie di graffiti _i punti oscuri della propria vita_ dalle insidiose retrovie del cuore come dalle fascinazioni che improvvise fanno scrittura e sanno di parole che allappano la bocca se mi nasco da sola in questo … Continua a leggere

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Antipoesia

  Fiori vi coltivavo. Ora non più. Cani e gatti vi amavo. Ora non più. E non perché vi sono ostile ma per un senso d’allontanamento da tutto quanto che vivrebbe di per sé se non fosse costretto dentro un … Continua a leggere

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il giromondo della luce

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Dal terrazzo si vedono altre cose

tra panni stesi il vento che fa vela cornacchie che volteggiano strafatte di fumo e di eternit _una tettoia sbracata nella polvere_ chiesi all’ufficio delle rimozioni se fosse il caso di sanificare risposero che come cittadino avrei dovuto denunciare il … Continua a leggere

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Precarietà

Al di qua della linea che divide l’essere vivi e consistenti dal non avere peso e rilevanza ho messo un segnaposto senza nome                   accade che l’inerzia di pensiero offuschi anche gli amori la madrepietra che tra cuore e spalle … Continua a leggere

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L’invisibile Armata

La guerra incalza nelle trincee del tempo vanno in esilio sogni e desideri i pensieri afflosciati nella testa smarriscono parole le superfici ondeggiano periscono le rose sui balconi i passi sulla ghiaia le dannunziane piogge nei pineti l’opera omnia dell’umanità … Continua a leggere

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