Di anatidi e volponi

Le disse: vieni qui bell’oca grassa
che forse ti addomestico per bene
e ti allestisco la vetrina
disse: odio le oche in genere ma tu
se mi pagassi con il tuo piumaggio
non soltanto l’omaggio ti darei
ma qualche buona luce d’attrazione
_che ne diresti di un faretto blu?_
Così dicendo pregustava il pegno
un’ottima porzione della rendita
vacanze e tredicesima comprese.

Ma lei fuggì di notte e prese il treno
non potendo contare sulle ali
_le remiganti flosce per l’inganno_
un lungo viaggio
fissando il buio dal finestrino

il fischio la svegliò
scese e percorse tutta la stazione
finché uno specchio si parò davanti
: un cigno la fissò
e mentre un altro già spiccava il volo
prese l’abbrivio
e si staccò dal suolo

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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