Superflue come tutto il resto

superfluo

Sfilano nel pulviscolo di sole
facce di placida indolenza
_s’assomigliano tutte_
virgolettate, tratteggiate, finte

hanno imparato anche i poeti
a raccattare lemmi e sillabe
nelle tane di fogli

scrissero in molti e scrissero conigli
dame di picche e chicchere di sèvres
ma è tempo d’imbianchini questo che
tinteggia le sorprese
ce le spolvera addosso a fine inverno
come se fosse neve a sfiocchettarsi
inzuccherando pillole
d’amara consuetudine.

.

Informazioni su cristina bove

sono grata alla vita d'avermi lasciato il sorriso
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12 risposte a Superflue come tutto il resto

  1. massimobotturi ha detto:

    quando mostri i denti mi esalto

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  2. maria d'ambra ha detto:

    La consuetudine ferma il tempo, colloca in una stasi apparente che fa della ripetitività uno scudo e al tempo stesso una condanna… le facce indolenti che si assomigliano tutte indistintamente avrebbero bisogno di una salvifica interruzione, che solo i poeti “veggenti” possono provocare…
    (dati i tempi, più che un’interruzione ci vorrebbe una folgorazione!)
    un bacio

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    • cristina bove ha detto:

      anche tu mi hai fatto sorriddere: ci vorrebbe una folgorazione… eheheh…
      ma sarà difficile.
      ci sono di quelli che si sono confezionati un vestito addosso, fatto di religione, normative, effetti dati per scontato, e non si accorgono d’essere zavorrati da tali “verità” al punto di non riuscire a scorgere l’immensità dell’esistenza.
      bacio

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  3. domenica luise ha detto:

    Bella davvero questa poesia, così fluente e ghignante. Il tuo “scrissero in molti è preoccupante, effettivamente scrissero in troppi. Nell’ammasso qualche perla preziosa sepolta sta, ma muore per consumazione da stupidità globale. Politicamente facciamo schifo, socialmente e moralmente siamo allo sfascio, il dio denaro impera e l’intelligenza ha cambiato galassia. Per forza che le facce sono tutte uguali poiché uguali sono i pensieri, per quanto non ugualmente espressi.

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    • cristina bove ha detto:

      a ben riflettere, cara Mimma, tutte le facce vorrebbero essere “viste” e chiedono in tutti i modi un po’di attenzione. Però lo fanno in maniera sbagliata, perché invece di esprimere al meglio le capacità individuali e usare i propri talenti nei campi più disparati, si cimentano nelle arti e soprattutto in poesia, scopiazzando e rubando idee.
      ma per fortuna c’è chi vale e il piacere di leggere e ammirare è assicurato.

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  4. marzia ha detto:

    E’ una di quelle creature che ti fa dire:: già finita??
    Rotola via in un battibaleno tra parole di varie tinte, ma in fin dei conti amare forse come le tane?

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  5. margaret collina ha detto:

    bravissima come al solito.
    Buona Pasqua cara Cristina…anche se qua sembra Natale

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  6. carmen ha detto:

    No, niente è superfluo, e quel che tale potrebbe apparire al momento, avrà una sua funzione in altro tempo impensato e impensabile.
    E ogni cosa avrà (ha) una sua collocazione anche se non sappiamo il come né il perché.
    Ciao, dalla mia trasferta pasquale…
    Car

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