Postato in CriBo, racconti, riproposte, tagged annunciazione, bagno, credere, gatto, matto, misterioso, scaldabagno, vasca, voci il giorno 16 giugno 2013 |
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per sorridere un po’
un raccontino di qualche tempo fa

“Buongiorno a te – disse il gatto – sono l’arcangelo Gabriele”.
Non ebbi motivo di non credergli.
“Sono qui per annunciarti la prossima rottura dello scaldabagno”
“E che razza di annuncio sarebbe, questo?”
“Fossi in te non lo prenderei sottogamba.”
“Signor Arcangelogatto, potrebbe spiegarsi meglio?”
“Certo, ti sarebbe caduto sulla testa. Controlla pure, ma fai alla svelta”
Il boiler stava al suo posto, in alto, tra il soffitto e la vasca da bagno.
I ganci, alquanto fuori dal muro, stavano per cedere.
Il gatto osservava in tralice, alternativamente, le sue grinfie e me.
Lo guardai in cagnesco.
Si limitò ad arruffare pelo e ali.
“Allora?”
“Ho visto”
“Ti ho salvato la vita”
“Me ne sarei accorta”
“No, ti saresti immersa come al solito nell’acqua e… paf, dopo due minuti ti sarebbe crollato addosso”
“Ok, mi hai salvato la vita”
“Voglio qualcosa in cambio: che tu ne parli, voglio essere l’arcagatto più votato del Felidiso”
“Nessuno mi crederebbe mai”
“Basta che ci credano in tre. La prima sei tu. Trovane altri due, famosi.
Hai tempo fino a mezzogiorno di domani”
Pensai un po’ a chi potessi raccontare il tutto. Scartavo velocemente i nomi.
Ma certo, a Quinto il matto, era famoso eccome! Tutto il paese ne parlava.
Se ne stava davanti al recinto del pollaio, assorto al chiocciare delle galline.
“Ehi, Quintino, vieni qui che ti devo dire una cosa”
Si avvicinò dinoccolato esibendo il sorriso sdentato.
“Stamattina si è presentato un gatto a casa mia dicendo di essere l’arcangelo Gabriele”
“Ssì è venuto pure da me a chiudere il gass. Ha detto che sse non era per lui, morivo. Gli ho sstretto pure la zampa! Però nesssuno mi crede”
“Be’ io ti credo”
“Ssei matta pure tu!”
E si allontanò ciondolando la testa.
Rimaneva da trovare il terzo.
“Ehi!”
Qualcuno mi chiamava, guardai in basso, era il gatto del custode.
“Io ci credo – disse – l’ho visto e sentito, ero sotto il letto”
“Però tu non sei famoso!”
“Dici? Chiedilo un po’ alle gatte del vicinato”
“Vabbe’, allora siamo in tre a credere alla sua esistenza, e così l’ho ricambiato”
“Adesso però devi cercare altri tre, anche non famosi, che credano che io ti abbia parlato”.
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