sono due le porte
una è per gli ignudi l’altra
per i raccomandati in vesti d’oro e santi
dell’ultima stagione sedicenti
figli di dio patente e passaporto
han dato in cambio un orto triangolare
appena un poco arato seminuovo
un bruco battezzato prediletto
i cefalocordati senza bocca né carie
un pensiero intestino cloacale sfatto
lo mettono adagiato sul cestino tulle
viole e marzapane a pecorelle
nelle pagine intonse scrivono madrigali
a forma di rondoni
la porta per gli ignudi è trasparente
non c’è parola scritta nel cristallo
s’entra spogli di tutto
s’entra così svestiti d’ogni chissà e perché
pagando punti bianchi
al dio delle dogane
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