
Sono giorni in dislivello perenne
le direttrici sfumano
poggiati alla barriera
preciterebbero di sotto appena si
volgessero le spalle
i dodici pensieri –come gli apostoli-
custodi dei sentieri apocrifi
che poi falsi di spazio e non
di vero scrivere sui muri striature di sangue
passaggi in galleria
le medesime cose starnutite dis_tratte
sono giorni di luttuosità permanente
tanto che
ci si convive ma
le conseguenze hanno lacci spaiati
fiammiferi defosforati nei cassetti
e stanze appollaiate alle finestre
a nord dell’innocenza
a sud della disfatta
a est della miseria mai risolta
a ovest nell’attesa del capitolare il sole
come se mai di un’alba avesse il senso.
Portaci a giorni innocui
nascemmo per esilio di sorprese
__a noi stessi lo fummo__
appena c’incontrammo così nudi e raminghi
da non avere un nome da coprirci
durevolmente il capo
siamo fumo di quelli che le nuvole
inseguono con scarsa simpatia
e non abbiamo ancora concepito
un progetto di noi che ci sottragga ai tuoi.
_______________________________________________________
_______________________________________________________









