Sanguinare discreto ha la metà

che ama non riamata e amar perdona
fiori disidratati nei cassetti
colpevoli di giallo e zone d’ocra
squilla dell’altra sua metà
risatina infantile in mezzo ai seni quasi
fuori ordinanza, la induce una rivalsa
anni perduti sotto le sue gonne
quella che poi decide è sempre sola
s’incorona di spilli ma non basta.
A chi la indora sempre oltre i passaggi
lei vorrebbe gridare un paio di sillabe
ma tace, resettando alfabeti in uno specchio
d’esibizioni trangugiate come sciroppi amari
sul retro d’emisferi ___________vuote mani
e qui, nell’ombra fattasi muraglia
perfino una vestaglia è un paravento.
L’intero fogliodonna è ripiegato
come una macchia di Rorschach
la leggeranno in pochi da farfalla a Pechino
se a interpretarla di spavalderia
ride il nagual, dell’ultima figura conquistata
solo a metà.
Archivio per settembre 2011
La donna a due dimensioni
Postato in Senza categoria il giorno 30 settembre 2011 | 10 Commenti »
Capo Nord
Postato in poesie il giorno 28 settembre 2011 | Lascia un commento »
Appostata sui fiordi era la casa
d’angolo piatto a picco
rinchiudeva le voci che passarono
loro malgrado in quelle stanze dure
si videro i superstiti
assecondare le correnti e il dire
ai balconi rivolti a tramontana
resta serena la signora d’acqua
ferma al timone
e per antiche rotte
in iperboree lande navigare
diretta alle regioni iperuraniche
oltre il filo dei cieli
in una mano alzata sulla testa
stringe la pietra delle circostanze
in formula e pozione
una magia da punti cardinali.
Nell’altra mano un fiore d’amaranto
per scrivere di stelo
qualora fosse il caso
in lettere di sabbia un nome d’onda
Sfera di sera s’era
Postato in Senza categoria il giorno 28 settembre 2011 | Lascia un commento »
bolla di sapone sul bronzo di una mia scultura

la biscia d’acqua morde alle caviglie
non avvelena ma scompone il passo
e di narcolessia
in una bolla di felicità ci ottunde
effimera così l’iridescenza
che c’imprigiona nella superficie
in perenne tensione di molecole
ci confortano minimi interludi
effrazioni di sibili tangenti
inavvertbili
che non ci accorgeremo dello sballo
_________ quando sarà il momento
di stendere in sequenze orizzontali
il manto sferico.
Strada
Postato in Senza categoria il giorno 24 settembre 2011 | 2 Commenti »
Salivo scendevo salivo scendevo
nei dislivelli semi d’incostanza
liscia la percorrenza mai
si leggeva Kerouac, di recente McCarthy
i ricordi
sfilano in assonanze e turbolenze
mnemoniche.
Repetita iuvant, si dice
io mi ripeto in infinite cose senza genialità.
Ricordo viaggi in macchina
sull’asfalto sbiancato in autostrada
le code interminabili
la mia famiglia in scatola
un poco si moriva tutti già.
La vita poi
incastrata nei giorni della merla
quando s’avventa il gelo
ritorna e sposta il punto
da un rimessaggio a una rimescolanza
d’insalata nell’area di ristoro
Cominciato per dire, finito in Géricault
Postato in Senza categoria il giorno 18 settembre 2011 | 1 Commento »

Voglio scrivere anch’io lunghi paragrafi
con citazioni di latino e greco, frasi dotte
- tanti autori hanno dato forfait nella mia testa -
io per studiare ho avuto giorni avari
e per avere almeno un’infarinatura
in sere e notti, quando i figli dormivano, leggevo
pensa un po’che follia, la storia tutta
i tomi ponderosi grigioazzurri
della letteratura di garzanti
poi quella del pensiero filosofico e scientifico
se vi dicessi d’aver capito tutto
sarei ridicol_mente menzognera
vabbe’, volevo tracannare il mondo
incamerarne pagine su pagine
facevo indigestione di nozioni
che mi colonizzavano scomposte.
Qui metterei degli asterischi
*
se me ne ricordassi
ma tutto s’ingarbuglia, una matassa di cognomi
inglesi, americani, il primo novecento
grandi poeti letti in pochi versi
senza approfondimento, quello manca.
Spaziare tra le discipline fu caotico
memorizzare ancora più difficile
ma si sedimentarono vivendo, in regioni mentali
d’un pensiero ribelle.
**
Scrivevo di emozioni, nel frattempo
senza che fosse chiaro anche a me stessa
affioravano lemmi, sprazzi didascalici
versi, storia, botanica, la fisica dei quanti
un pot pourri come svuotarsi tasche
o affidare vestiti al servomuto
speculazioni filosofiche da casalinghità
***
A scrivere di getto mi sorprendo
scaturiscono frasi dal mio dentro, un bel mistero
a scompigliarmi il giorno, anche la notte
è un continuo parlarmi da quei luoghi
in cui sostavo da novella Alice
e nemmeno mi persi quando un volo
mi condusse ai confini dell’eterno, anzi fu il salto
a rivelarmi il doppio e il triplo
e il multiforme respirare in zone estreme
****
Attendo fuori tempo ancora l’alba del cercatore
porgo l’orecchio al disinteressato proseguire
c’è chi vorrebbe ammutolirmi ad arte
definirmi da baci perugina, e non permetto
perché ho imparato che si svela il cuore
e l’intelletto solo passando tra le fiamme e solo
quando ai confini del dolore, alle zattere spinte
dopo ogni affondamento di Medusa
ci viene dato il dono del pennello.
Perdonami cielo
Postato in Senza categoria il giorno 17 settembre 2011 | 1 Commento »
mia foto

se piango per stupide cose
se perdo il senso del dolore e lo ricaccio
in giornaliere inconcludenze
avrei da ringraziare per la vita___in sé
per i miei figli, per il loro amore
che mi ritorna e mi conforta a sera
per l’amicizia che mi è stata data
per l’amarezza che non mi ha colpita
quando sento che l’aria si fa rada
il respiro s’incaglia
mi taccio in una bolla di silenzio
e mi dichiaro pronta_______il fatto in sé
non mi spaventa, ho come una certezza
che non finirà mai questa sorpresa
d’infinito riprendere contorni
che sarà mai varcare quella soglia
quando l’han fatto tutti
senza nessuna garanzia di privilegio?
E non è il passo a fare l’andatura
ma il necessario termine______ la sosta
da cui forse rinascere immortali.
Cosa copriva
Postato in Senza categoria il giorno 12 settembre 2011 | Lascia un commento »
Nel togliersi il cappotto
si vide bene ogni particolare
segni d’irriconoscimento li potremmo dire
non servono bottoni mormorò la donna
prima sfilò le maniche
era in piedi e guardava davanti
un moto si risolse nello specchio
ci si sforzava di distinguere
gigli in penombra
le passamanerie delle pareti
i movimenti cauti
si poteva cadere per un sibilo
o vorticare un attimo
dipendeva dal gesto volontario e dalle storie
che un ninnolo cinese riusciva a raccontare
forse un foulard turchese poteva ricoprire
non è detto
un altare per cerimonie mimiche
fu così che perdette il corpo
sotto non c’era niente, non domandate come
era rimasto solo un che d’argento, sembravano capelli
non fu mai confermato.
qualcuno espresse un desiderio
credendoli perseidi cadute dallo sciame
Revisioni del tempo
Postato in Senza categoria il giorno 11 settembre 2011 | Lascia un commento »
Quando si affacciano alla soglia
e dicono: piacere di conoscerla, signora
_________ sono una sessantenne di Forlì,
sono un cinquantottenne di Pontremoli
qualcuno ne dichiara cento e più
e mentre scruto facce di ragazzi
vedo maschere strane su di loro
una porta i dolori sottobraccio
come fossero mazzi di giunchiglie
un’altra mostra vesti d’abbandono
e collane di lutti a girocollo
c’è chi s’avvolge in panni d’ammalato
e chi sembra gravato d’armatura
_____________ma quanto sono bravi
a recitare, protagonisti tutti di sé stessi
attori, comprimari e figuranti
fingono a perfezione d’invecchiare
ma come fanno a dichiarare il falso?
Metto gli occhiali, ci alito, li lustro
niente da fare, vedo tutto doppio
sono ventenni o poco più_______ negli occhi
recano giravolte sulla spiaggia
pleniluni d’agosto a perdifiato
e primi amori, e voglia di cantare
qualcuno porta ancora una chitarra
qualcuna danza ai bordi d’un falò
ragazzi amici miei, non m’ingannate
io so tutto di voi perché vi vedo
e nell’abbraccio includo
la vostra giovinezza di stagione.
Perdonami cielo
Postato in Senza categoria il giorno 11 settembre 2011 | Lascia un commento »
se piango per stupide cose
se perdo il senso del dolore e lo ricaccio
in giornaliere inconcludenze
avrei da ringraziare per la vita___in sé
per i miei figli, per il loro amore
che mi ritorna e mi conforta a sera
per l’amicizia che mi è stata data
per l’amarezza che non mi ha colpita
quando sento che l’aria si fa rada
il respiro s’incaglia
mi taccio in una bolla di silenzio
e mi dichiaro pronta_______il fatto in sé
non mi spaventa, ho come una certezza
che non finirà mai questa sorpresa
d’infinito riprendere contorni
che sarà mai varcare quella soglia
quando l’han fatto tutti
senza nessuna garanzia di privilegio?
E non è il passo a fare l’andatura
ma il necessario termine______ la sosta
da cui forse rinascere immortali.
Seconda discordanza
Postato in Senza categoria il giorno 11 settembre 2011 | Lascia un commento »
Eloquenze di morti da palazzo
color seppia cariato
un vomito di verbi a copertura
più sudari che vesti
al sentore di canfora
semi d’ingiuria
neri
sulla polpa del mondo
a spremerne la vita ci si arrende
come a cavare sangue da un vulcano
se non siamo bruciati fino all’osso
tentiamo almeno un grido!
Sottomultipli ignari
Postato in Senza categoria il giorno 11 settembre 2011 | Lascia un commento »
Avvicinati che ti racconto il sogno
era che il mare aveva uno spessore di foglio
il cielo un velo
il tempo una calotta immaginaria
c’erano tutti giorni raggrumati
uomini appesantiti dalla brina dicevano che l’attimo è finito
portavano dei segni sulla faccia, tacche di desideri e delusioni
alcuni s’avvinghiavano tra loro per non morire soli
ridevano mentendosi felici
per gli anni che si contano vissuti
basta scrivere un punto e poi lo zero
nidificati i gesti e le parole
in insignficanze temporali da noi credute vere
sai bene quanto dura quel momento ch’è uno strappo nell’anima
è che siamo convinti che sia il corpo ad annotare eventi
nel sogno andava detto
a noi fantasmi d’un riquadro d’ombra
che solamente il cuore ha un suo registro
nell’emeroteca dell’immenso.
Falsopiano
Postato in Senza categoria il giorno 11 settembre 2011 | 2 Commenti »
Prenderà quel bus per il paese
al ponte dovrà fare attenzione ai movimenti
saranno regolari, calibrati
la vedranno sostare sorridente
chi la saluta e chi passa distante
guarderà quanto scorre nei dintorni
nebbia di gente amara
e quando il trapestio delle parole
scardinerà consensi e avrà pareri
che non riguarderanno più case né cose
tutto sarà condotto a precipizio
non si pone nei limiti il ristagno
l’apparenza è una scusa deprecata
dura un giro di vita
il tempo di cadere verso l’alto.
Varuel
Postato in Senza categoria il giorno 4 settembre 2011 | 10 Commenti »
Varuel dice
mentre si gratta il mento
dice che se ti siedi a tavolino
un piccolo calore sulla fronte
e ti racconti in emicicli a nord della memoria
appare in diafanoscopia l’arco del mondo
dice facendo spazi con le mani
Varuel delle tempeste
che se appoggi l’orecchio a uno dei tanti
_____________qui non rivela cosa e chi
puoi sentire il rumore che fa il tempo
passando tra le ossa
Varuel insiste
ché non ammette d’essere inventato
______sposta dal viso un ricciolo spiovente
guarda fisso in un punto
ti sfinirai nei vaniloqui – dice -
abbarbicata a un foglio.









