La strategia conservatrice
d’una memoria ballerina
non mi consente rievocare in ordine
testimonianze del mio tempo
i sedimenti
arrivano inattesi.
Annoto
me ne accorgo vedendone una frase
libri che non sembravano importanti
benché li avessi letti
annidati nel fondo
rei sospetti d’essere forma mentis
trappole documenti all’io indistinto
incasellate riflessioni e immagini.
Di alcuni
vorrei buttare via la chiave
ma
la ruggine corrode serrature
li salva dai cassetti
della dimenticanza
e d’improvviso cedimento il cuore
allinea chiose
in assetto variabile.
*(titolo suggerito da Maria D’Ambra)









