Infine sono età, ne siamo solo portatori ignari
credendoci evoluti in cartapezza
un angolo di cattedra
- oh, sì, mia cara, sono qui, ti ascolto -
ma niente, prof, era solo per dire
andare per settanta, quale fortuna dicono gli amici
ma questa cifra non la so vedere
- Tu non capisci d’esser prediletta-
Ah sì? Non me ne sono accorta e mi perdoni Dio
o chi per lui, se mi rimane il dubbio
che sia la vita a non contarla giusta.
Avere un corpo
sapete quante cose
ci si possono fare con un corpo?
lo si può accarezzare, alimentare, amare
curare, profumare, inghirlandare
lo si può adoperare, triturare,
ridurlo a scaglie oppure a quadrettini
discioglierlo nell’acido, farci pure il sapone
sentirlo spasimare urlare crepitare…
- Puoi smettere, ho capito -
ma certo, prof, lo si può tacitare.
E l’uomo crede ciò come una sua invenzione
invece ha predisposto tutto Dio:
un corpo lo si forma dentro un corpo
e questo è il primo abuso
lo si espone agli attacchi dei batteri
dei virus, delle cellule impazzite
lo si fa stare immobile, interrotto
dall’alto tradimento della vita
o tranciato di netto
infine lo si priva del calore
e quello che fu un uomo
diventa cibo ai vermi oppure cenere.
Allora, prof? se proprio mi volesse interrogare
è questo l’uomo:
Prêt-à-Porter di carne tremula
sullo chassis di ossa.
- Ma… siamo il pensiero! -
Già… l’ennesimo mistero.









