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Da un mondo a (forse) un altro

spicchi di sole - by criBo

 

sono rimasta qui             lama del mio coltello

e sia

che mi sorprenda un graffio sulla pelle

o che sappia d’esistere a metà

nei giorni in cui l’indulgere  dei sensi

indotti all’immanenza         e delle cose morte

farsi gioco per volontà di tradimento        vivo

consunta                    sono soltanto un lembo

di me stessa

vedi

come la veste ci ricopre appena         e come

sia risicato il rigo                     e la menzogna

insufficiente              poi            dimenticanza

oltre gli incastri temporali                         oltre

la vanità                                 delle arroganze

un qualche dio senza dimora azzurra   un dio

da bar    da catapecchia   da moncherini    da

violenze inferte

un dio che preghi l’uomo di salvarlo

dal suo trono di gloria

Zona franca

  luminosita 1 -by criBo

 

un piede per andare

sulla soglia

e l’altro trattenuto tra i battenti

 

ma basta una parola disegnata

un bacio tra due virgole e si resta

per non tradire quella voglia insana

di prendere una nuvola d’assalto

 

e si sta insonni

nell’aldiquà  _sperando di partire_

mentre deflagra il mondo

                                     

                                      

da M.A.M.

il giovedì di C.B.

 

A dare retta al tempo

carillon - by criBo

Registrazioni di bambina attenta
note di un carillon
stesso motivo ripetuto e poi
la madre che s’accascia
come la ballerina sul velluto

anni di guerre e di bellezza
gesti di sfacimento e ribellione
il divenire trasparente
la fuga dove il corpo del momento
spariva frantumato in mille me
sotto il coperchio d’ebano intarsiato
_ ma forse era un balcone_

racchiusi nelle scatole d’argento
noi fingitori che viviamo d’ore
di proroghe e scadenze
e degli addii bambini conserviamo le tracce
in orologi e calendari muti

noi  non abbiamo fretta:
si perdono i contatti con le date
le sigle e i timbri apposti alle stagioni
sapendo che il conteggio dei minuti
è di chi è vecchio già da quando è nato

non appartiene a noi la decadenza
noi che vestiamo un corpo _in evasione_
ma in fondo lo sappiamo
che tutto si trasforma e niente muore

                                              

L’acquiescenza delle carte

nu écrite - by criBo

scivolano giù dal letto le scritture
formano una pozzanghera d’inchiostro
sullo scendiletto _ma se non hai mai avuto tappetini!_
è vero, non li ho avuti, ma soltanto per scelta
ché ho smesso da tempo d’abitarmi
e scrivermi graffiti dal seno alle caviglie

sei ripetitiva oggi, lo sai?
Sì lo so ma se dicessi che
non me ne importa un fico fresco _secco, si dice_
ah già, ma secco o fresco
non m’importa lo stesso
:io quella me che si fa bella con l’ombretto blu
non la conosco
o meglio, la incrocio qualche volta per la stanza
faccio finta di niente
c’è un semaforo piccolo da tavolo
tra i suoi pensieri e i miei col rosso fisso

quando chiude la luna nei cassetti
e vive in me la sua controfigura
pipistrello d’argento
si aggrappa ai miei capelli alle mie braccia
nel raccattare sillabe di quella stessa voce
respirata nell’attimo che accade
tutta l’ubriacatura del pianeta
le risate diventano un diaframma
tra donnapesce e l’uomo un po’ bambino che non sa
quanto si possa scrivere d’amore in filigrana
sui mille fogli che talvolta legge ma
non prova mai a guardare controluce

settembre 2013

                                                       

da Rebstein

 “La dimora del tempo sospeso”

questa che segue e altri inediti

Free climbing

Terra verticale
spianata a gambe e braccia
lustrata dai destini degli uomini
arrampicati alle invenzioni
l’arte si rende a quote varie
_____ l’arte
del dire o divagare, credere
che sia lo scopo della storia
l’uomo
e del suo strazio
dei suoi fiori di sangue
lasciato sulla roccia
nudo a stringere in pugno le tempeste

se almeno sorvegliassero gli dei

un punto di contatto
un triangolo che per quanto effimero
risultasse d’appoggio

la cima di qualcosa è già qualcosa
e chi ci arriva
non ha vissuto per la sua vittoria
ma per quella degli altri.

da M.A.M.

Nostralgia di Cristina Bove

Cartografie d’amaritudine

l'isola - by criBo

                               

Pioggia di mezze gocce
nella metà d’un quadro di minuzie
_l’amarsi a dosi minime_ quel tanto
che non imponga ripararsi il viso
a braccia alzate

e paga il dazio l’anima costiera
sperando nello sconto di burrasca
ma non si torna giù dagli altipiani
né si riemerge dagli abissi senza
aver smarrito la metà del cuore

nell’entroterra dei carteggi
al porto d’_elusione
rotte navali mappe e freghi neri
sulla carta d’imbarco per Citera
avvisano che l’isola è scomparsa

                                  

Perseidi

firmamento - by criBo

 

stelle curiose da lassù
indifferenti al vivere e al morire
ci annegano negli occhi

e se non fosse fuggitivo
il cuore
scivolerebbe in zone melittuose
in lingua dal sapore di stagnola
per vicoli di versi e cul de sac

un vuoto ci sovrasta
noi capovolti al sole in
associazioni a qualunquere

.

da M.A.M.

http://miglieruolo.wordpress.com/2014/08/14/non-piu-mi-vesto-a-fiori/

Errata corrige

L'errore è un'opportunità da cogliere.

RASSEGNA FLP: materiali da testate generaliste su Freud, Lacan, la psicoanalisi

"... evitiamo di sacralizzare il testo, e lasciamoci piuttosto impregnare dall'opera, dato che quello di Freud è un pensiero in perpetuo movimento" (J.-B. Pontalis).

Branoalcollo's Blog

collana di scritti di Carla Bonollo

Altro che poesia

Parlare d'altro per parlare di poesia. Ed il contrario

Poiesis

And as imagination bodies forth The forms of things unknown, the poet’s pen Turns them to shapes and gives to airy nothing A local habitation and a name. – William Shakespeare (A Midsummer Night’s Dream)

Noi, donne protagoniste...

una donna fra le donne

quattropersone

Legame di sangue significa famiglia?

EMr

questo è il mio notebook

La presenza di Èrato

La presenza di Èrato vuole essere la palestra della poesia e della critica della poesia operata sul campo, un libero e democratico agone delle idee, il luogo del confronto dei gusti e delle posizioni senza alcuna preclusione verso nessuna petizione di poetica e di poesia.

ANDREA GRUCCIA

Per informazioni - Andreagruccia@libero.it

caro televip

lettere agrodolci e confidenziali ai personaggi della televisione italiana (a cura di Akio)

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